Prima di comprare il tuo primo satoshi c'è una scelta che viene prima di qualsiasi tutorial: exchange o broker? Ho rifatto l'intero percorso su eToro passo per passo per questa guida, ma partiamo dal bivio, perché è lì che si decide quasi tutto il resto.
Exchange o broker: il vero primo passo
Un exchange di criptovalute (Coinbase, Kraken e simili) ti dà il controllo completo: compri BTC e puoi prelevarlo su un wallet personale, chiavi in mano. Il prezzo di questa libertà è la complessità — indirizzi, reti, commissioni di prelievo, e la responsabilità piena: se sbagli indirizzo o perdi le chiavi, non c'è assistenza clienti che te le restituisca.
Un broker regolamentato come eToro ti toglie quasi tutta questa complessità: un conto, una verifica, un'app dove il Bitcoin convive con azioni ed ETF. Le monete le custodisce il broker. Non è la scelta « pura » per un massimalista Bitcoin, ma per un primo acquisto è oggettivamente la strada con meno modi di farsi male. E non è nemmeno una gabbia: da eToro il BTC si può trasferire fuori tramite l'app eToro Money, verso un wallet tuo — cosa che non tutti i broker permettono.
Il mio compromesso onesto: broker per iniziare, exchange più wallet hardware quando (e se) le cifre diventano tali da giustificare lo sforzo.
Quanto costa davvero: lo spread all'1 %
Qui eToro merita una critica esplicita. Sulle azioni reali paghi 1 USD all'acquisto e 1 USD alla vendita — quasi simbolico. Sulle cripto invece paghi uno spread di circa l'1 % per operazione, incorporato nel prezzo. Su 1.000 EUR di Bitcoin sono ~10 EUR all'entrata e altri ~10 all'uscita: dieci volte più caro di un'operazione in azioni. Non è fuori mercato rispetto alla concorrenza, ma va detto chiaramente, perché nello scontrino non lo vedi mai.
Aggiungi il tema valuta: il conto eToro è solo in USD, quindi il deposito in euro viene convertito al cambio eToro. Chi converte prima per conto suo (ad es. via Revolut) e deposita in USD risparmia qualche decimo di punto. E il prelievo costa 5 USD fissi — poca cosa in assoluto, ma mi irrita per principio.
Come comprare Bitcoin su eToro, passo per passo
Il flusso è compatto — l'ho percorso tutto e verificato punto per punto:
- Registrati: e-mail, nome utente, password (o accesso Google).
- Verifica KYC: documento d'identità, prova di residenza, questionario sull'esperienza. Obbligo UE, non si salta; in genere da minuti a qualche ora.
- Deposita in euro con carta o bonifico — verrà convertito in USD, vedi sopra.
- Cerca « BTC » e apri la scheda dell'asset. Niente orari di borsa: il Bitcoin, a differenza delle azioni Nvidia o di un ETF sull'S&P 500, si negozia 24 ore su 24, 7 giorni su 7 — anche il sabato alle tre di notte, nel bene e nel male.
- Imposta l'ordine con leva X1. Dettaglio cruciale: X1 = Bitcoin reale; qualsiasi leva superiore trasforma l'ordine in un CFD, cioè una scommessa a leva con costi overnight e senza possesso dell'asset. Per accumulare BTC vuoi X1, sempre. Importo minimo: controvalore di 10 USD.
- Conferma — e decidi se lasciare la posizione sul conto o trasferirla in seguito su eToro Money.
Cosa aspettarsi dopo l'acquisto
A luglio 2026 il BTC quota intorno ai 64.700 USD, ben sotto i massimi dell'anno scorso. Nessun dividendo, nessuna trimestrale, nessun valore contabile: solo domanda e offerta, con drawdown di decine di punti percentuali che storicamente sono la norma, non l'eccezione. La mia regola, che vale più di qualsiasi analisi: metti sul Bitcoin solo soldi che puoi permetterti di veder dimezzare senza che ti cambi la vita. Se un −50 % ti toglierebbe il sonno, la cifra è troppo alta — o l'asset non fa per te. Chi vuole confrontare, trova nella guida gemella l'Ethereum, ancora più mosso del BTC in entrambe le direzioni. Quale dei due scegliere — o nessuno — è una decisione tua, in funzione della tua tolleranza al rischio e del tuo orizzonte.
💡 Una nota a margine: eToro ha al momento una promozione per i nuovi clienti che accredita un asset reale a scelta dopo il primo deposito, come premio di registrazione — i dettagli in questo articolo. Sull'acquisto di Bitcoin descritto qui sopra non cambia assolutamente nulla.
Le tasse italiane sul Bitcoin: la parte da non sbagliare
Dal 1° gennaio 2026 l'aliquota sulle plusvalenze cripto è salita dal 26 % al 33 % (legge di bilancio 2025, confermata da quella 2026). E dal 2025 non esiste più alcuna franchigia: ogni euro di plusvalenza realizzata è imponibile.
Con un broker estero come eToro sei in regime dichiarativo — fai tutto tu (o il tuo commercialista):
- Quadro RT per le plusvalenze, quadro RW per il monitoraggio: il conto estero e le cripto vanno dichiarati a prescindere dal valore, anche in perdita, anche per un wallet self-custody.
- 0,2 % annuo sul valore delle cripto-attività al 31 dicembre (l'equivalente del bollo).
- Conto in USD: ogni acquisto e ogni vendita va convertito in euro al cambio del giorno dell'operazione — un unico cambio di fine anno non è conforme.
- Le minusvalenze cripto compensano le plusvalenze cripto e si riportano nei 4 anni successivi.
Due specificità che sorprendono quasi tutti. Primo: lo scambio cripto-su-cripto tra asset con le stesse caratteristiche (BTC↔ETH) non è imponibile — l'evento tassabile scatta vendendo contro euro, convertendo in stablecoin o spendendo cripto per beni e servizi. Secondo: dal 2026 è operativa la DAC8, quindi le piattaforme comunicano i dati dei clienti ai fisci UE — l'idea del « tanto non lo vede nessuno » è ufficialmente tramontata.
Doverosa chiusura: non siamo consulenti fiscali, e su cifre non banali il costo di un commercialista che conosce le cripto si ripaga da solo.
E adesso tocca a te
Il percorso, riassunto: scegli il bivio exchange/broker, KYC, deposito, ricerca BTC, ordine con X1, e poi la disciplina di non guardare il prezzo ogni ora. Tu da che parte del bivio stai — custodia in mano al broker per semplicità, o chiavi tue a costo di più complessità? Raccontamelo nei commenti, insieme a quello che ti ha sorpreso di più al primo acquisto.
