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Truffe e allerte Notizie

Consob oscura 24 siti: 14 cripto, ma dietro ci sono solo tre marchi

Nell'ultimo provvedimento i siti cripto superano quelli di trading, 14 contro 10. Ma se apri l'elenco della Consob e conti chi c'è davvero dietro quei 14 indirizzi, i marchi diventano tre.

RewardHunter RewardHunter Chi sono → 28 luglio 2026 · 5 min · 4 fonti
Schermo di un browser con un avviso di sito bloccato davanti alla sagoma della penisola italiana e a simboli di criptovalute
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In sintesi

  • Il 24 luglio la Consob ha ordinato l'oscuramento di 24 siti: 10 prestavano abusivamente servizi di investimento, 14 servizi su cripto-attività.
  • I 14 indirizzi cripto fanno capo a soli tre marchi: Cervo Rendisco (8 domini), Flandenzo (4) e Corona Fondenza (2). La Consob conta i domini, non le società.
  • Dal luglio 2019 i siti oscurati sono 1.793, di cui 233 legati alle cripto-attività; 93 di quei 233 sono arrivati nel solo primo semestre 2026.

Ventiquattro siti in un colpo solo. Il 24 luglio la Consob ha ordinato l'oscuramento di 10 portali che prestavano abusivamente servizi di investimento e di 14 che prestavano abusivamente servizi sulle cripto-attività.

La parte che fa notizia non è il totale. È la proporzione: le cripto sono in maggioranza, e non era la norma. Nel primo semestre del 2026 erano il 40% dei provvedimenti (93 su 235). In questa lista sono il 58%.

Poi c'è un dettaglio che nei resoconti non ho trovato da nessuna parte. Quei quattordici non sono quattordici piattaforme.

Intanto: che cosa vuol dire «oscurato»

Vale la pena fissarlo, perché la parola promette più di quanto mantenga.

L'oscuramento è un ordine tecnico rivolto ai provider italiani di connettività — Tim, Vodafone, Fastweb e gli altri — di rendere il sito irraggiungibile da chi naviga dall'Italia. Il sito non viene chiuso. Non viene sequestrato niente. Non viene arrestato nessuno. Semplicemente, da qui non si apre più.

La conseguenza pratica è più strana di quanto sembri. Se hai un conto su uno di quei portali e in questi giorni hai provato a entrare dall'Italia, non ci sei riuscito. Lo stesso identico indirizzo, aperto da Monaco o da Lione, funziona ancora benissimo: il potere della Consob si ferma al confine, il sito no.

E non è nemmeno immediato — i provider ci mettono qualche giorno ad applicarlo.

Una cosa che l'oscuramento non fa, e che conviene dire chiaramente: non ti restituisce i soldi. Anzi, chi aveva un saldo lì dentro si ritrova la porta chiusa dal lato sbagliato. Il blocco serve a fermare le nuove vittime, non a rimborsare le vecchie.

La cronologia

  • Luglio 2019 — entra in funzione il potere di oscuramento, introdotto dal cosiddetto decreto crescita (art. 36, comma 2-terdecies, del d.l. 34/2019). Da qui parte il contatore che oggi segna 1.793.
  • 2024 — il d.lgs. 129/2024 adegua l'ordinamento italiano a MiCAR, il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività. È il passaggio che estende il potere di oscuramento anche ai siti cripto, che prima ne restavano fuori.
  • 3 luglio 2026 — 6 siti oscurati, tutti servizi di investimento. Totale progressivo: 1.763, di cui 217 cripto.
  • 10 luglio 2026 — 6 siti: 4 di investimento, 2 cripto. Totale: 1.769, di cui 219 cripto.
  • 24 luglio 2026 — 24 siti: 10 di investimento, 14 cripto. Totale: 1.793, di cui 233 cripto.

Tre settimane, tre provvedimenti: zero cripto, poi due, poi quattordici.

I quattordici che in realtà sono tre

Qui sta il punto che cambia la lettura di tutta la notizia.

Praticamente tutti i giornali hanno pubblicato tredici nomi: Umex Gain, RS Invest, White Arrow, Strath Well, Auclimited, Walton Market, Srinva, BalanzFX, Advantcrest, Nova Trade — e poi Cervo Rendisco, Flandenzo, Corona Fondenza. Tredici marchi per ventiquattro siti. Manca qualcosa?

No. Torna tutto, ma solo se apri l'elenco della Consob e guardi i domini invece dei nomi. I primi dieci marchi sono i dieci siti di trading, uno ciascuno. Gli altri tre sono i quattordici cripto:

  • Cervo Rendisco — 8 domini: cervorendisco.com, cervo-rendisco.com, cervo-rendisco.net, cervo-rendisco.site, cervorendisco-ai.com, cervorendiscoia.com, cervo-rendiscoia.com, cervorendisco-it.click
  • Flandenzo — 4 domini: flandenzo.com, flandenzoia.net, flandenzo-it.org, flandenzoia.com
  • Corona Fondenza — 2 domini: coronafondenza.com, corona-fondenza.net

Otto più quattro più due: quattordici. E il contatore cripto della Consob si muove esattamente di quattordici, da 219 a 233 — la conferma che l'autorità conta i domini, non le società.

Guarda le terminazioni, perché raccontano il metodo: -ai, ia, -it. Un marchio solo che si clona in otto indirizzi, alcuni con l'etichetta dell'intelligenza artificiale, altri con il suffisso italiano. Questa è una mia lettura dei nomi, non una ricostruzione della Consob, che sull'operatore dietro i domini non dice nulla. Ma il senso di otto cloni è abbastanza intuitivo: ne blocchi uno, il traffico pubblicitario riparte dal successivo.

Il che ci porta alla domanda scomoda. È vero che «le cripto hanno superato il trading»? Contando i domini, sì, 14 a 10. Contando le operazioni vive dall'altra parte dello schermo, siamo a 10 contro 3, e il trading abusivo resta di gran lunga il problema più grosso.

Sono vere entrambe le cose. È il tipo di statistica su cui vale la pena chiedersi sempre che cosa si sta contando.

Perché sulle cripto la Consob è partita tardi

Il decreto crescita del 2019 copre i servizi e le attività di investimento su strumenti finanziari. Le cripto-attività, in gran parte, strumenti finanziari non sono. Risultato: per anni un sito che vendeva finto trading di bitcoin è stato molto più difficile da toccare di uno che vendeva finto trading di azioni.

MiCAR ha chiuso quella porta, e in Italia il d.lgs. 129/2024 le ha dato i denti. Ecco perché il sottototale cripto è ancora piccolo in confronto: 233 su 1.793, il 13%. Non perché le truffe cripto siano rare, ma perché lo strumento per bloccarle è nuovo.

Un'annotazione per chi volesse controllare da sé: nell'elenco pubblico la Consob mette i domini, non il numero di delibera dei singoli provvedimenti. Verificabile, quindi, ma nome per nome.

Tre blocchi diversi, non confonderli

In poche settimane in Italia sono comparsi tre meccanismi che assomigliano tutti a «hanno bloccato un sito», e non c'entrano niente l'uno con l'altro:

Dove sta andando

Il ritmo dice più della singola lista: 235 provvedimenti nei primi sei mesi dell'anno, poco più di uno al giorno, e 93 dei 233 oscuramenti cripto di sempre concentrati in quel semestre — quattro su dieci in sei mesi, su un potere che non ha ancora due anni. Se la curva tiene, entro fine anno il fronte cripto smetterà di essere la coda dell'attività della Consob per diventarne una metà stabile; il che, per chi legge, significa una cosa sola e molto pratica — che un elenco di domini bloccati è sempre in ritardo di qualche clone rispetto a chi li registra, e l'unico controllo che non arriva tardi resta quello a monte, sull'autorizzazione dell'intermediario prima di versargli un euro.

Questo articolo riassume provvedimenti pubblici della Consob e non è una consulenza finanziaria. L'assenza di un sito da un elenco di oscuramenti non è una garanzia che sia autorizzato: gli albi degli intermediari abilitati si consultano sul sito della Consob, e verificarli prima di aprire un conto costa cinque minuti.

In conclusione

La notizia per me non è il 24, è che il potere nato con MiCAR stia ormai producendo più righe di elenco di quello vecchio sul trading. Detto questo, chi ha scritto «le cripto hanno superato il trading» ha contato i domini: se conti le operazioni sono dieci contro tre, e il numero da guardare nei prossimi mesi non è 1.793, è 233.

Fonti

#Consob #abusivismo finanziario #oscuramenti #MiCAR #truffe cripto
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